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Blue Whale, pericolo in Italia: ecco il decalogo di Telefono Azzurro da leggere

Come arginare il pericolo del “Blue Whale”, il gioco del suicidio nato sui social network e che ha come unico obiettivo la morte. In Italia si punta sulla prevenzione e Telefono Azzurro pubblica un decalogo da far leggere agli adolescenti e condividerlo sui social-network.

L’Italia non è da considerarsi esclusa da nuovo e pericolosissimo “gioco della morte” che si sta diffondendo a macchia d’olio sui principali social network e che mieta (purtroppo) vittime tra i giovanissimi, per l’esattezza già ben 157 solo in Russia. Si chiama Blue Whale  (balena azzurra) ed è una sfida macabra basata su regole dettate da sconosciuti tramite social network, basato su pratiche di autolesionismo e che si conclude nei peggiori dei modi: il suicidio.

Il gioco prende spunto dalla balena azzurra che per morire decide di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, fenomeno naturale che un gruppo  di sconosciuti  – forse meglio chiamarli delinquenti – sta cercando di riproporre tra gli esseri umani, per l’esattezza tra gli adolescenti che ignari del pericolo celato dietro il “gioco” decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione.

La regola principale è quella di non dire nulla in famiglia, pena pesanti ritorsioni su genitori e fratelli, mentre l’ultima sfida è il suicidio, dove le vittime di turno devono anche farsi riprendere in video streaming su Facebook o Periscope dagli amici per poter avere una testimonianza.

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In Italia si punta sulla prevenzione e per questo Telefono Azzurro ha stilato un decalogo di consigli per prevenire adesioni alla sfida ed episodi di auto danneggiamento preliminari all’atto estremo del suicidio, visto che nel soltanto nel primo quadrimestre 2017 stando ai dati delle Linee di ascolto, sono stati già gestiti 59 casi di atti autolesivi, 43 di ideazione suicidaria e 9 di tentativo di suicidio.

Se ti autolesioni o stai pensando al suicidio:

  1. Contrapponi il fare al pensare: esci, fai qualcosa di semplice, ma rilassante che pensi ti possa far stare meglio. Questo non significa ignorare ciò che ti mette in difficoltà: è importante farlo, ma nel momento più adeguato e con il sostegno di professionisti che ti possano supportare in questo.

 

  1. Tieni presente che quando ci si sente in estrema difficoltà la percezione delle cose è alterata e si ha la sensazione di non avere vie d’uscita. Ricorda però che si tratta spesso di momenti transitori.

 

  1. Cerca di non stare solo: solitudine ed isolamento rischiano di peggiorare la situazione.

 

  1. Prova a pensare ad una situazione di difficoltà che sei riuscito a superare in passato. Cosa ti è stato d’aiuto? Quali risorse hai messo in campo? Quali oggetti, comportamenti, idee o persone ti hanno aiutato?

 

  1. Prova ad immaginare un ragazzo nella tua stessa situazione: cosa gli diresti per aiutarlo?

 

  1. Se sai che qualcosa ti fa stare male e pensi di essere in un momento di particolare vulnerabilità, cerca di evitare. Ad esempio, se un luogo ti evoca particolari ricordi negativi, non andarci e, se devi farlo, non andarci da solo.

 

  1. Chiedere aiuto non è un atto di debolezza: è, invece, un modo molto coraggioso di iniziare un percorso per stare meglio.

 

  1. Informa una persona di tua fiducia di come ti senti: condividere significa anche “dividere con”. Parlare con qualcuno ti aiuterà a costruire più soluzioni proprio quando ti sembra che non ce ne siano. La persona che avrai scelto sarà felice di poterti ascoltare, non vergognarti di raccontare come ti senti, stai facendo un passo molto importante.

 

  1. Se sai che un amico o una persona che conosci si auto-lesiona o sta pensando al suicidio, offrigli il tuo sostegno e il tuo ascolto, ma non assumerti da solo questa responsabilità. Informalo, ad esempio, della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00).

 

10. Se non dovesse accettare o se tu non fossi sicuro che chiederà un aiuto, prova a contattare tu Telefono Azzurro. Cercheremo insieme una soluzione. Oppure, informa un tuo adulto di riferimento di questa situazione

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