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Google lancia Android P: ecco le novità del nuovo sistema operativo

L’azienda di Mountain View ha presentato il nuovo Android P: tutto quello che bisogna sapere sul nuovo sistema operativo.

A gran sorpresa Google ha annunciato il debutto di Android P, la nuova versione del sistema operativo – la versione numero 9.0 – è già disponibile in versione Factory Image ma anche OTA  per tutti coloro che vorranno provare in anteprima tutte le novità introdotte dall’azienda di Mountain View.

Prima di procedere all’introduzione di tutte le novità di Android P, ricordiamo che sono previste nuove developer preview, attese per il mese di Maggio, prima che Google rilasci ufficialmente il nuovo sistema operativo e su quali modelli di smartphone con Android.

La le principali novità che emergono dalla Developer Preview è il nuovo supporto al “notch” (simile ad iPhone X di Apple), cioè la lunetta che i produttori hanno iniziato a posizionare sui propri smartphone ma permette anche di ottenere in futuro miglioramenti per la dual cam degli smartphone di nuova generazione, una nuova grafica (e qualche funzione in più) per il il sistema di notifiche, un nuovo supporto ampliato per l’HDR e un nuovo sistema di backup locale.

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Tutte le novità in arrivo con Android P

Il blog tutto italiano dedicato al sistema operativo di Google, Android World, ha analizzato nel dettaglio tutte le nuove funzioni previste con il nuovo Android P, che sono le seguenti:

  • Supporto ai notch: (display cutout API): grazie a delle librerie dedicata sarà più semplice per gli sviluppatori ottimizzare le proprie app nel caso ci fosse una “tacca” in cima allo schermo.
  • Multi-camera API: gli sviluppatori potranno avere accesso allo stream da due o più fotocamere simultaneamente e manipolarli di conseguenza.
  • Notifiche migliorate per la messaggistica: le notifiche dalle app di messaggi potranno contenere immagini e sticker, mostrare intere conversazioni con i nomi dei contatti, e suggerire smart reply, come del resto già fa la nuova app di Google, ma in questo caso parliamo di un supporto nativo a livello di OS. Se inoltre inizierete a comporre una risposta dalla notifica ma per qualche motivo la doveste chiudere, il messaggio sarà salvato in bozza.
  • Rilevamento della posizione in interni: viene aggiunto il supporto al protocollo Wi-Fi IEEE 802.11mc che permette alle app di misurare la distanza dagli access point, triangolando così la posizione dell’utente in luoghi chiusi, con una approssimazione di 1-2 metri.
  • Open Mobile API per i pagamenti NFC: gli sviluppatori potranno accedere ad un sistema sicuro ed abilitare pagamenti tramite smart card.
  • Data cost e JobScheduler: il JobScheduler, ovvero colui che si occupa di avvicendare i vari task, può rinviare certe richieste in caso di rete congestionata o effettuarne il prefetch con rete libera.
  • ImageDecoder: si tratta di un sostituto per BitmapFactory, che supporta meglio le immagini animate. Android P introduce una nuova classe per supportare meglio GIF e WebP.
  • Semplificati i notification channel.
  • Supporto per High Dynamic Range (HDR) VP9 Profile 2, in modo da fornire contenuti in HDR da YouTube, Play Movies, ed altre app.
  • Neural Networks API si allarga con il supporto a nove nuove operazioni.
  • Da novembre 2018, come già sapevamo, Google Play richiederà che gli aggiornamenti delle app abbiano come target Android Oreo (API 26) o successive versioni. Nella prima preview di Android P questo limite è sceso ad Android 4.2 (API 17) e salirà gradualmente con le successive preview.
  • L’accesso alle API non pubbliche sarà ristretto gradualmente.
  • Le app in background non avranno accesso a microfono, fotocamera o altri sensori.
  • Android P permette la crittografia lato client dei backup. Il PIN o comunque il metodo di sblocco impostato saranno necessari per il restore dei dati salvati in locale.


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